L’interlocutore, l’arte, l’impresa


Tiziana  Leopizzi

 

 

Sono un architetto prestato all’arte. Per qualche tempo sono riuscita a dedicarmi all’arte e all’architettura, come fossero itinerari separati, poi, mi sono accorta di non poter camminare su due sentieri. Non sono mai stata sfiorata dall’idea della rinuncia e tanto meno in questo caso. Ho cercato una via che li integrasse. Un giorno, accadde qualcosa di semplice,  naturale forse,  cominciai a considerare la mia esperienza di progettista, non solo nella costruzione di edifici o oggetti, ma nell’arte contemporanea.

Mi accorgo solo ora di avere portato la figura del “project leader” nell’arte. Il project leader realizza progetti, inventa, disegna, considera i vincoli, le leggi, gli ambienti, la funzionalità, i costi, la qualità, in breve, ciascuna cosa che avverrebbe nella costruzione di un auditorium o di una città e che invece ha per oggetto l’arte contemporanea, il design e altre espressioni della creatività. Il project leader è un interlocutore, incontra chi gestisce istituzioni, artisti, imprenditori, cercando di individuare soluzioni, se ci sono problemi, impasse,  limiti,  e  s’impegna nel costruire, nel provocare con l’arte, nuove sfide, incontri, combinazioni, esperienze, perché si approdi a qualcosa di nuovo, nel tentativo di migliorare la qualità della vita.

Anni fa, in una fabbrica di tegole, ad Alessandria, avevo ottenuto l’incarico di portare l’arte nell’impresa. La fabbrica quindi, non più intesa solo come fabbrica, ma anche come museo o galleria d’arte. I risultati sono stati sorprendenti. Uno degli effetti, previsti peraltro, fu la forte flessione degli incidenti sul lavoro. Ci sono motivi precisi, che qui non è il momento di approfondire. In breve, posso dire con certezza, che si ottiene un miglioramento della qualità di vita e non solo per l’imprenditore. Mi sono accorta, in quell’esperienza, che l’mprenditore assume lo status di Committente, con le magnifiche valenze che questo comporta.

L’arte o comunque si voglia chiamare ciò che di impalpabile e intenso ci viene regalata da una visione, una musica, una poesia, un libro, una piece teatrale, un manufatto artigianale –  o anche un bel paesaggio,  a differenza di quanto affermava Hegel – è qualcosa di molto prezioso, su cui sto cercando di volgere l’attenzione di tutti coloro che frequento.

L’arte, per me e per i miei interlocutori, non è solo catarsi, ma è un modo per ragionare, conversare, discutere e approdare a qualcosa di inaspettato, fino a diventare un sistema di vita.

Vorrei accennare qualcosa dei due progetti principali a cui sto lavorando per diffondere questo atteggiamento, questa disposizione all’arte.

Il primo è ARTOUR-O il MUST, il Museo Temporaneo, dove convogliano realtà Istituzionali e private, per aprirsi ad un dibatto costruttivo, tra loro e il pubblico. L’altro l’ho chiamato MISA “Museo Internazionale in progress per le Aziende”. Questo è il mio approccio da progettista nell’arte, favorire lo scambio fra l’arte e le aziende, riproporre con modalità differenti, quanto avveniva quando vi era il Committente. Oggi, il Committente è quasi sempre l’imprenditore e trovo che questo rapporto arte/aziende, sia ricco di sfaccettature e apra a tante combinazioni, che intendo indagare.

Marco Valsecchi parlava della fisiologica propensione al bello degli Italiani, posso dire che aveva visto giusto, bisogna solo ricordarsene ogni tanto.

 

 

Note sull’autore
Tiziana Leopizzi, architetto e giornalista, si occupa di comunicazione e di organizzazione di eventi di arte contemporanea, in Italia e all’estero. È Direttore di Ellequadro Documenti – Archivio Internazionale di Arte Contemporanea con sede a Genova e CEO di Ellequadro events s.r.l.

Arch. Tiziana Leopizzi
Palazzo  Ducale  Ge-I
tel. +39 010 247 4544 – fax +39 010 247 4475 – m. +39 348 335 8530
Sito: http://www.ellequadro.com

Progetti
MISA: http://www.art-misa.it
ARTOUR-O: http://www.artour-o.com

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