Sequenze di segni caotici (caos & ordine)


Pino De Luca

 

 

Tutte le cose hanno un numero, senza questo, nulla sarebbe possibile pensare né conoscere.
Filolao di Crotone

La luce non conosce contrario, soprattutto la notte non è il suo contrario.
Jacques Derrida

Costruire significa elaborare forme in sintonia con la società e la civiltà del proprio tempo.
Achille Bonito Oliva

 

 

Nella sua “Teoria dei colori” Goethe scrisse che il colore è vita. Altri dissero che la vita è ritmo. Giocando sulle parole e sui significati si può dire che la vita è colore, ritmo, gioco, spazio, luce, movimento, forma, segno, gioia, trasformazione continua, ma anche inquetudine, oscurità, tensioni, contrasti, fatica e mille altre cose.

Il senso delle mie configurazioni, e dei miei segni, è profondamente legato a questi significati e agli sviluppi delle relazioni con le esperienze sensibili di una percezione di “modernità fluida” o “liquida” della realtà quotidiana, complessa e spesso confusa, che sempre più ci coinvolge. Si aggiunga, poi, la mia predilezione, credo da sempre, per una visione geometrica della forma, per la serie, per la combinatoria, per le proporzioni numeriche, per i colori e i loro effetti cangianti e mutevoli. E, in misura non meno rilevante, l’interesse per la trasformazione topologica delle figure e degli spazi, per i flussi, per il tempo, per i ritmi, per movimento, per la mutazione e altri problemi sulla forma, che oggi vengono approfonditi con nuove ricerche, anche attraverso la scienza del caos.

Il mio lavoro, dunque, si basa sostanzialmente su un approccio a processi di carattere logico, sia operativi, che di verifica, su idee, concetti, esperienze reali, concrete, che si sviluppano con una ricerca espressiva sperimentale e con i mezzi e il linguaggio della pittura. Sono immagini mentali, astrazioni geometrizzanti, che si fondano su insiemi di segni decostruiti, articolati in percorsi a scansioni multipla. Segni fluttuanti, che interagiscono nel gioco dell’espressione dei rimi, degli spazi, dei colori.

Ognuna delle configurazioni progettate è strutturata con rapporti numerici della serie di Fibonacci. E’ formata da sequenze di moduli, con lo stesso numero di segni, sempre diversi nei colori e nelle forme, in una continua trasformazione topologica degli spazi, con un gioco di equilibri dinamici e di tensioni visuali.

La percezione di ognuna di esse non produce un immagine definitiva, non fissa un immagine, ma simultaneamente molte e in modo instabile. Il colore, strumento di altissime potenzialità linguistiche, con una struttura geometrica profonda, articolata in infinite variazioni tonali e percettive, è energia, luce, costruisce le forme, definisce le relazioni, il luogo, lo spazio, diventa segno. Per i suoi molteplici significati è l’alleato principale della mia progettualità e delle mia visualità. Il piacere di dipingere, del colore, è per me fondamentale.

L’interazione tra le forme dei segni e i colori, diversi in ogni modulo, genera una sorta di sequenza infinita in una dialettica con molte valenze espressive, differenti e complesse, nel senso di un viaggio mentale, con sempre grande curiosità e gioia. “E’ un semplice gioco di forma e colore, senza la costrizione esterna di pretendere di essere altro da questo, e con il solo scopo di rallegrare con la loro esistenza” (Max Bill).

 

 

Note sull’autore

Pino De Luca nasce a Monteroni di Lecce nel 1939. Vive e lavora a Genova. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma con Franco Gentilini e Mino Maccari. Si interessa allo studio delle varie tecniche artistiche e alla musica. Nel 1961 conosce Sinisgalli, Ungaretti, Fazzini, … Nel 1963 gli viene assegnato il premio “Fasola” dall’Accademia di San Luca in Roma. Collabora con alcuni architetti, a Roma, ove progetta e realizza opere pittoriche in materiali diversi, vetrate e opere plastiche. Si interessa all’opera di Gianni Colombo, Enzo Mari, Bruno Munari. Nel 1965 diventa docente al Liceo Artistico di Genova e subito dopo all’Accademia di Belle Arti di Roma. Svolge attività didattica fino al 2000.Insieme a Marisa Malerba si occupa e cura i disegni per arazzi. Realizza i suoi primi dipinti inoggettivi intorno alla metà degli anni sessanta, dopo aver prodotto opere figurative. Successivamente il suo percorso pittorico si svolge all’insegna di un aniconismo geometrizzante scandito dapprima per quadrati e losanghe interferenti, poi per trame lineari, con effetti di intensa vibrazione. A partire dagli anni Ottanta, il suo lavoro evolve verso articolazioni morfologiche e cromatiche in sequenze segniche fluide, dove il gioco dei tasselli cromatici si giova di equilibri instabili, dinamicamente composti. Carlo Belloli lo definisce “tessitore di luce pulsante”. Interessato al clima dell’arte cinetica e programmata, e profondamente coinvolto nelle vicende del costruttivismo e del concretiamo internazionali, dal 1970 allestisce esposizioni personali e partecipa a importanti rassegne collettive in Italia e all’estero. Dal 1973 fa parte del Gruppo Sincron di Brescia, a cui collabora Bruno Munari, presso la omonima galleria diretta da Armando Nizzi. Nel 1974 fonda insieme a Borella, Pizzo Greco, Baldi, Stirone ed altri il Centro Ricerche Estetiche “La Meridiana” di Genova. Nel 1985 è tra i firmatari del Manifesto della Nuova Visualità 1985, ideato da Carlo Belloli a Milano, promosso e divulgato da Anna Canali con esposizioni ad Arte Struktura in Milano e in altre sedi. Nel 1991 presso il Museo del Palazzo della Permanente in Milano, Riccardo Barletta presenta il lavoro di Pino De Luca con il tema “Incontro con il colore”. Nel 1996 è tra i vincitori al 1° Premio Trevi Flash Art Museum. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private italiane ed estere.
Alla sua opera hanno dedicato attenzione critica: Riccardo Barletta, Carlo Belloli, Cristina Belloni, Germano Beringheli, Heidi Bierwisch, Armando Brignolo, Gianfranco Bruno, Anna Canali, Luigi Carluccio, Toti Carpentieri, Raffaella Caruso, Enzo Cirone, Viana Conti, Miriam Cristaldi, Enrico M. Davoli, Floriano De Santi, Giorgio Di Genova, M. Faussone Boido, Giuliana Ferrari, Giacomo Ferrera, Bill D. Finney, Carlo Franza, Anna Gasperini, Carlo Giacomozzi, Giorgio Kaisserlian, Marco Lorandi, M. Daniela Lunghi, Corrado Maltese, Giuseppe Marasco, Pietro Marino, Bruno Munari, Armando Nizzi, Aquiles Ortiz, Romano Peli, Rosario Pinto, Dan Pritchett, Stefania Provinciali, Giuseppe Quarta, Fiorenzo Romita, Mario Stefani, Gianni Stirone, Bianca Tosatti, Tiziana Tricarico, Francesco Vincitorio, Rodolfo Vitone e altri autori.

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