Quando il sole di Puglia

Giovanni Valentini

 

 

Quando il sole di Puglia,
infuocato, con riverberi di vapore,
sì che la terra sembra emettere strane cortine all’orizzonte,
e il silenzio, il silenzio rotto dal ritmo del canto della cicala
che si spande nella terra ormai arsa dalla campagna,
tornano evocati come da magia della natura antiche credenze,
misteriose predisposizioni degli animi ad ataviche aperture.

La Biologia dell’ambiente si colora qui,
più che altrove, di millenarie sfumature
gli animi si accendono di irrazionali dialoghi con la terra,
con fantasmi di millenni di storia di APULIA…

I simboli di animali velenosi della campagna
che mordono,anzi rimordono,
tornano attualità palpitanti,
e scacciati dalla ragione “moderna”
rodono e corrodono silenziosamente il fuoco sotto le ceneri,
anima antica della Puglia…

L’inconscio sedato dal clima freddo dell’inverno,
dalle “moderne” credenze razionali,
esplode col ritmo della materia cosmogonia
incandescente e contratta che si espande
ad un certo punto nello spazio infinito.

E la tarantola torna a “rimordere”
e i sentimenti stratificati pazientemente
dalla ragione esplodono: e le passioni,
le repressioni, si plasmano e prendono vita d’incanto…

E’ la fine di giugno del 1958.

 

 

Note sull’autore

Giovanni Valentini (Galatina, 1959) è un artista italiano. Giovanni Valentini ha percorso i principali momenti dell’avanguardia internazionale dal 1958 ad oggi; tuttavia per parlare di questo artista è utile fare un balzo direttamente nel presente, per raccontare il futuro già insito diversi decenni fa nelle sue riflessioni artistiche. Valentini è un artista che introduce in anni insospettabili pratiche che oggi andrebbero sotto il nome di nano arte, in opere come ad esempio Cristalli, stomi e cellule epidermali di stilo, o di bio arte, con lavori in cui vengono proposti al pubblico delle gallerie milanesi (1976) colture di cellule in vitro o esperimenti che impongono riflessioni sulle frontiere della scienza. Anche le collaborazioni con istituti di ricerca e università, rappresentano un modus operandi che anticipa quanto oggi accade soprattutto all’estero e che viene considerato avanguardia del ventunesimo secolo. Alla biologia e agli studi sulla materia organica, Valentini associa l’interesse per la telematica, l’informatica, la cibernetica e l’astronomia. Un fascino quello per la scienza e soprattutto per l’immaginario conseguente alla diffusione del concetto di Cyborg, che trova radici nelle prime avanguardie del novecento per poi diffondersi insieme alla nascita del termine, in modo capillare per tutta la seconda metà del secolo, alimentando teorie in campo filosofico, fantascientifico e artistico. Ed è qui che tra i pionieri assoluti troviamo proprio Valentini con la sua avanguardia personalissima  capace di anticipare soluzioni poetiche e questioni centrali dell’arte contemporanea: l’arte della rappresentazione che viene soppiantata nella sensibilità post moderna, come scrisse Pierre Restany, dall’arte della presentazione non più oggetti che simulano il reale, ma processi che conducono attraverso approcci interdisciplinari all’esperienza di fenomeni relazionali tra l’universo e tutti i suoi elementi. Nelle sue numerose esposizioni in Italia e all’estero Giovanni Valentini intraprende già da giovanissimo un percorso in cui l’arte diviene microscopio e telescopio per svelare le innumerevoli sfaccettature della materia, della complessità della vita e delle sue forme, ridimensionando in una nuova chiave umanistica la centralità dell’essere umano. In questo senso anche il linguaggio informatico, strumento freddo e matematico per la trasduzione del reale nel virtuale, viene utilizzato per la realizzazione di immagini che evocano nella chiave del verosimile l’affascinante scenario delle stelle, dei pianeti e dei fenomeni astronomici. Originario di Galatina, Valentini vive e e lavora a Milano. (Note a cura di Martina Coletti)

Sito:  http://www.arteprioritaria.it/valentini

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