Parole per un dipinto

Raffaele Romano

 

 

Non ho l’abitudine di scrivere, ma, colgo l’occasione e il suggerimento di qualche amico; ed è una buona cosa per poter dare a chi legge una immagine più chiara del mio lavoro.

  • Il giallo è la luce che spesse volte tento di nascondere per far si che nascono i sogni. Sono i punti su cui poggiano i miei sogni.
  • Penso sempre al rosso, al verde, al viola, al lacca e al blu cobalto.
  • Non mi pongo, quasi mai, il tema di una rappresentazione descrittiva dell’immagine ma mi lascio guidare dal gesto e dall’istinto e dunque vado costruendo affinché i miei sogni diventino realtà.
  • Lo spazio è il mio dominio dei punti, dei blu, dei gialli, dei colori dell’iride che fanno parte del mio universo e cercano nei depositi della memoria.
  • Mi trovo di fronte a una tela “bianca paglierina” ben tirata, la spennello con il mio acrilico, cerco di focalizzare alcuni punti e man mano cerco, attraverso la luce, di accarezzare quei sogni che sono i depositi della mia memoria di cui sopra.
  • Sono i colori, le velature, i bianchi non sfiorati, che hanno realizzato quel mio sogno nascosto, quel mio viaggio, quella mia penitenza, quella mia dolcezza e quella mia vaghezza che hanno messo in luce questo mio piacere di amoreggiare e di vivere nel tempo.

 

 

Note sull’autore

Raffaele Romano è nato a Comiso (RG) il 26/04/1944. Fin da giovane frequenta la bottega dello scultore Biagio Frisa, presso la quale intraprende il misterioso percorso dell’arte che ancora oggi è parte predominante della sua vita. Contemporaneamente frequenta la scuola d’arte con i maestri Orazio Pelligra, Biagio Brancato, Luigi Gheno, Wanda Poletti e il direttore Germano Belletti. Intensi sono stati gli insegnamenti e talvolta le vivaci discussioni sull’arte; gli esperimenti di mostre collettive presso la biblioteca civica comunale di Comiso; i successi e gli insuccessi che provocano lunghissimi dibattiti. Questo ha permesso la nascita di piccole botteghe dove ciascuno realizzava il proprio sogno. Nel 1960 conseguita la licenza della scuola d’arte, dopo brevi soggiorni a Napoli, Roma, Firenze si stabilisce a Faenza, dove attratto dall’esperienza di bottega collabora con i ceramisti Riccardo Gatti, Silvano Fabbri, Goffredo Gaeta, Silvestro Lega, Carlo Zauli e Gaetano Baglieri. In seguito presta la sua opera presso la SAM di San Marino e le ceramiche di Rimini. Nel 1962 rientra a Comiso e consegue il diploma di Maestro d’Arte; successivamente si trasferisce prima a Roma e poi a Milano ma essendo un periodo di crisi e non riscuotendo il favore rispetto all’impegno profuso decide di trasferirsi a Metz. Qui avviene l’importante incontro con Maxime Fance con il quale agli inizi restaura una serie di statue e decori. In seguito progetta la decorazione dello studio dello stesso, successivamente la decorazione presso la sala Foyer des Jeunes Travailleurs.  Sempre a Metz l’incontro con lo scultore Pierre Koppe gli permette di realizzare una fontana per giardino, decorazioni e arredi per diversi luoghi. Ancora a Metz l’incontro con Pussette gli permette di conoscere il francese, Parigi e altri amici toccando con mano le difficoltà ma allo stesso tempo gioisce della linfa che Parigi sprigiona. Qui frequenta il Beaux Art e vive il tumultuoso ’68. Per brevi periodi si trasferisce in Germania a Hannover ed Amburgo dove entra in contatto con nuove esperienze di lavoro, quasi spesso girovago tra musei e gallerie d’Arte, indi prosegue, questa esperienza tra Copenaghen e Stoccolma. Rientra in Italia, si stabilisce a Milano ove ancora i ricordi dei moti parigini sono presenti e attivi, ma fortunati incontri gli permettono di proseguire con tenacia il suo percorso presso la stamperia d’arte calcografica di Franco Sciardelli dove può maturare con entusiasmo il percorso delle arti incisorie. Qui conosce il mercante di stampe Marcello Tabanelli che sarà per lunghissimo tempo suo collezionista; il pittore Eugenio Tomiolo con cui allaccia un sodalizio che gli permetterà un forte cambiamento nella pittura rivalorizzando la tecnica come forma di alta espressione artistica; contemporaneamente collabora con lo scultore Fausto Melotti che oltre ad essere Maestro darà un forte impulso alla sua formazione artistica. Nel 1972 con il gruppo Garibaldi crea una cooperativa d’Arte che diventa un centro espositivo per lo svilluppo di giovani artisti, successivamente con Denti e Baraldi dà vita a “Taccuino Apografo” raccolta di carte artistiche di vari artisti. Nel 1974 incontra il poeta Gonzalo Alvarez che oltre ad essere un appassionato collezionista sarà il suo maggior cantore, lo presenterà al designer Piero Fornasetti che gli propizierà importanti mostre personali e collettive quali: La morte arriva in prima classe, Venezia vive, I segni colorati. Significative le opere realizzate per la commissione del Credito Italiano nelle città di Napoli, Roma, Talsano (TA), Milano, Luxemburg, Francoforte.

 

Sito: http://www.raffaeleromano.net

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