Viaggio in Myanmart

Gianni Borta

 

 

Dopo la campagna rossa e magica di Bagan puntellata di pagode, alle nove del mattino sono già in marcia, su di una specie di chiatta, lungo il fiume Ayeyarwady, verso Mingum, una delle città imperiali del Myanmart. Si costeggiano piccoli villaggi di pescatori, tra campi di riso e alberi fanboyan, acacie e alberi enormi, le cui radici si riflettono nell’acqua, e ancora uomini in longy e donne che portano bastoni curvi con grandi sporte ai lati, e carri trainati da buoi. Ragazze dalle guance impolverate di corteccia del thanaca, raccolgono i fiori dorati del “Panduak” per ornare i capelli, sorridenti nel loro saluto “minglabar ” e tanti bambini a fare il bagno felici. Un caleidoscopio di colori, un viaggio dentro la natura.

Cézanne nel 1987 annotava “La natura è sempre la stessa ma nulla resta di essa, di ciò che appare, perché tutto quello che si vede si dilegua. La nostra arte deve dare il brivido della durata, farcela gustare eterna, fare della pittura qualcosa di “duraturo””. Andare quindi al cuore delle cose, ridurre la forma ai suoi termini essenziali, trovare la vera struttura della natura.

Dopo un ora di navigazione sono sulla riva. Da lontano le colline verdi con i cespugli azzurri di “ciacaranda” formano un cerchio, c’è il profumo intenso dei gelsomini. Devo fermare sulla tela, ciò che vedo, come un “opera – aperta”. Trovo davanti a me una pagoda sacra, bianca, per il momento non mi serve sapere il nome e la sua storia. M’interessa la scelta cromatica la “chiarità” del bianco nello spazio, che deve accogliere il gesto, il segno e l’emozione dell’esecuzione. Nel frattempo sono raggiunto da uno stuolo di venditrici pittoresche, con vistosi capelli di paglia e la mercanzia da vendere. C’è anche un monaco-bambino, non so da dove sbucato. Riesco a zittire tutti e loro stessi si consegnano in religioso silenzio, a far parte di questo “teatro” ed entrare nel mistero.

Dipingo in fretta, fa un caldo boia, non uso la tavolozza, il colore acrilico si asciuga come esce dal tubetto. Importante è ottenere e dare con precisione la tempesta dell’anima che avviene in me, usando il colore. Spatolate dal basso verso l’alto, da destra a sinistra. Uso anche le dita, lo straccio, sovrappongo colori e poi li tolgo e poi li rimetto, distruggendo quello che c’era prima. La pittura non è solamente dipinta sulla superficie esterna, viene decomposta, erosa, graffiata. La tela di lino si gonfia come fosse viva. Raccolgo un fior di loto e lo affogo nel magma materico, in una specie di pop-art di radice naturalistica. La tela accoglie il gesto, torna alla vita… Sembra emettere un suono, come un ruggito!

 

Note sull’autore

Gianni Borta é nato e vive a Udine con studio in Piazzale Chiavris 21 e a Milano in Via Mascheroni. É considerato un protagonista di quella che è ormai conosciuta come arte naturalistica. Per i temi trattati e i risultati conseguiti, comincia ad essere visto come un caposcuola. Espone dal 1961. Ha partecipato a 850 esposizioni in Italia ed all’Estero conseguendo 220 affermazioni tra premi nazionali ed internazionali.

Presente nelle più importanti rassegne artistiche:
Biennali, Trivenete, Quadriennale, Nazionale di Roma, Suzzara, Arte Fiera di Bologna, Expo Levante a Bari, Kunstmesse 1979 a Basilea, Fiera di Wash – Art Fair Washington (U.S.A.), 15ª Biennale Internazionale di Grafica a Lubiana (SLO), “Mithos Italien” e “Kunst aus Italien” (dal futurismo alla Transavanguardia) a Müchen, 1° Grand Prix Alpe Adria Galerija Tivoli a Lubiana, Fiera Internazionale di Francoforte, Fiere d’Arte di Padova, Vicenza e Artes di Udine, Tüyap Istambul Art Fair Mak-Kunst Wien 96. Biennale di Grafica a Cracovia.

Ha tenuto 160 personali nelle principali città (Milano, Genova, Roma, Bologna, Venezia, Verona, Firenze, Trieste, Padova, Torino, Bruxelles, New York, Londra, Parigi, Caracas, Monaco di Baviera, Rosenheim, Heidelberg, Grenoble, Lione, Amsterdam, Basilea, Solingen, Praga, Istambul, Vienna.

In campo internazionale ha partecipato a mostre in Austria, Jugoslavia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti d’America, Svizzera, Australia, Belgio, Venezuela, Argentina, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Turchia ecc. Sue opere in musei, Enti e Istituti Pubblici.

Dedicate alla sua opera trasmissioni radio televisive. Numerose opere d’arte realizzate in edifici pubblici: mosaici in scuole, piazze, monumenti, case circondariali, ospedali, impianti sportivi e giudiziari.

Notevole attività anche come grafico, disegnatore, illustratore di libri, manifesti e riviste. La sua attività é documentata presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e l’Archivio per l’Arte italiana del Novecento, a Firenze “Kunsthistoriches Istitut in Florenz”.

 

Sito: http://www.gianniborta.com

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