A mia moglie

Salvatore Girgenti

 

Io non conobbi mai la primavera,
sempre mi fu madre di pensieri
l’arida estate, l’inverno avaro.

Tra sterpaglie cresciuto
o nei pubblici letti
dalle baldracche di Tripoli
mai seppi nella mia mano
la mano di una donna.
E come le stoppie lungo i binari
al passare dei treni,
la mia aridità bruciava
ad ogni dolorosa riflessione.

Ma tu sei venuta
come pioggia improvvisa
lungo le crepe delle case,
ma tu sei venuta
con la frescura d’un vento di mare
giovane d’anni e di passione,
dentro un sordido vicolo d’angiporto
vergine immune, dolcesorridente.

 

Note sull’autore

Salvatore Girgenti è nato nel 1921, in provincia di Palermo. In questa città ha compiuto studi letterari e filosofici, laureandosi in lettere e poi in filosofia. Ha svolto il ruolo di funzionario nella Pubblica Amministrazione e d’insegnante di Letteratura e Storia. E’ giunto alla pittura in età matura e con una qualità inaspettata, dal momento che è stato autodidatta dei colori, che per lui danzano senza sosta nelle cornici più care, come il mare, i monti, i sassi, gli alberi, le rocce, le composizioni astratte. Non lo fermano né le avversità degli anni di guerra sul fronte africano, né le recenti precarie condizioni di salute. E’ proprio roccia ed ha la forzadella mareggiata o delle onde sugli scogli, per lasciare traccia della sua poesia e del suo insegnamento.  (a cura di Roberto F. Celano)

Sito: http://www.salvatoregirgenti.it

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