Mentre creo

Antonio Panullo

 

 

Pioggia di fuoco

Gocce di un nero liquido risorgono

Foglie d’ulivo crocifiggono cristi dal volto tumefatto

Lamenti di sardine

Preghiere di pane di patate

Colline di grano pietrificato

Sugli steli di sangue

Donne impalate

A destra il sole a sinistra la luna

Asfalto liquefatto

Dalle crepe vapori di sangue

Verdi indicazioni colorano gli occhi

Spine sostituiscono i capelli sul capo

Alle spalle l’alba

Di fronte il tramonto

Due gemelli siamesi combattono

Contendendosi un pezzo di una lama di sega

Legati dai genitali

Hanno i corpi con pezzi pendenti di carne

In bocca tre file di chiodi

Chiusi in un buco di una pezza di formaggio

Che su di un banco rotola scansando lame incandescenti

In campane di vetro cuori ibernati

Urina corrode ingranaggi

Coni di carta bagnati si afflosciano

Le punte si avvitano

Un cervello viene trapanato

Placente imprigionanti lucertole fuoriescono

Tenaglie combattono chiodi camaleontici

Scarnature di ricci

Tarli si rincorrono nelle venature del legno

Collezione di occhi d’animali incollati ad una parete

Con su scritto ” DOPO LA PERCEZIONE IL COLORE ”

Su di un marmo le venature si muovono come onde oceaniche

Granelli di polvere le bucano creando un tunnel

Dentro sementi di piante grasse tentano di infrangere il muro di vetro di grossi calici che proteggono lo zucchero bagnato

Dietro bidoni armati di coperchi difendono teste di pesci

Affamati gatti pelati portano una criniera che dal dorso termina con dei peli dell’organo sessuale che portano ognuno impiccati larve che fanno colare un liquido

Questo solca le ciocche dei lunghi capelli di una donna

Essa li strizza per permettere alla sostanza di riempire una clessidra che non ha fondo

Come polline le gocce del liquido si perdono nell’infinito facendo nascere papaveri mancanti di un calice

I fiori vengono investiti da correnti d’aria calda provenienti dal mare che sbattendoli strappa via i loro semi che vanno ad imbrunire il cielo facendo calare le tenebre

Tubi lunghissimi navigano nel buio

Colorato dalla luce delle fiamme

Assume un colore giallastro

Un elicottero procede volando inclinato sul lato

Le pale decapitano bianchi uccelli acquatici

Un nastrino strizza il capo di una donna

L’esplosione del grembo la schiaccia in un muro di arbusti

Spine le perforano gli orecchi, spalle, ginocchia e caviglie

Una corda con due nodi al centro imita un volo d’uccello

Sorvolando una pianura di lunghi pali carbonizzati

Su ognuno di essi un numero segnato con un gessetto rosa

In cima ad un colle specchi a forma di roccia

Sopra loro riflessi i resti di un anfiteatro

Orme di felini colme di alluminio fuso

Legate ad anelli inchiodati nella pietra delle mani

Penzolanti disegnano amorfe figure sulla nera sabbia

Colonne orizzontalmente accatastate una sull’altra in ordine di lunghezza

Una parete di nicchie che custodiscono capitelli

Colate di marmo pietrificano umani su lucidi piedistalli di ferro

Fiaccole illuminano un sentiero fra rovine e macerie

Raffiche di vento impongono un’andatura strisciante

Squamosa ed argentata si tramuta la pelle

La testa si schiaccia e si affusola

Nuotando sott’acqua fra coralli fosforescenti

Precipitando da rapide altissime

Finendo in un lago a conca ricoperto da una lastra di cristallo

Sopra diamanti giganteschi la segnano in lungo e in largo

Si creano figure geometriche che si ergono sull’acqua

Dall’alto il disegno di un infinito labirinto

Siamo davanti alla porta principale della chiesa della modernità

Camminiamo sulla navata accompagnati dall’ombra della nostra solitudine Attraversiamo buie e misteriose cappelle, vagando ci scontriamo con anime belle e malate

Sugli inginocchiatoi dei confessionali donne dalle mani insanguinate inutilmente tentano di attraversare la grata dei loro sogni

Sulla navata laterale ragazzi lucidi di sudore muoiono nel tentativo di scalare le colonne per raggiungere le nicchie

Per le scale esseri uguali danzano su carogne umane, sul pulpito la specie dei firmati che mostrano orgogliosi i loro marchi

Nei banchi bestemmiatori che maledicono un dio che li ha traditi

Dalle volte arrivano echi di voci di adolescenti, penzolanti nel vuoto e portano le stimmate della speranza sul cuore, pregano immobili

Far parte del mondo dei molti ma non per tutti è la loro preghiera

Nel coro il popolo del canto che prelude all’arrivo di un messia

Giù nella cripta, appoggiati a pilastri i figli rinnegati del credo moderno, essi da sempre colpevoli di mancanza di spina dorsale, sputano sangue

sui muri perché dichiarati perdenti`costretti a subire  vomitano su tutto

Con loro, rinchiusi, anche le minoranze; maltrattati anch’essi perché poco moderni o perché mal disposti a scalare le scale che portano all’altare

Schiavi chiamati ad aiutare ma che non riceveranno aiuto, eternamente schiacciati da porte violentemente sbattute, umiliati da una società che richiede vincenti

Sull’altare vestito di dorate croci il padrone della chiesa

Lui l’unica strada da seguire se in alto si vuole arrivare, lui l’unico da ascoltare se una rapida ascesa si vuol fare

Lui che chiede sacrifici di anime e di denari

Dietro di lui sul piedistallo di una nicchia c’è incisa una scritta

IL POPOLO DI QUESTA RELIGIONE NON RIDE (LA COLPA E’ DELLA CARIE)

Esplosioni

Eruzione di tantissimi crateri

Lapilli di rame schizzano nell’aria

Lava di latte imbianca una palude

Ebollizione

Una vallata di gomma

Inesistenza di vita

Sfere di vetro schiacciano piccole biglie di ceramica

Da esse nascono fiammelle che sciolgono la gomma

Pioggia di filamenti riempie colorate bottiglie

Sorvolando la bocca del vulcano ad una ad una scoppiano

Resta il nero ed un cavo d’ascensore

Cavi d’acciaio si sfilacciano muovendosi come capelli al vento

Il volto di un vecchio

Tagli di coltello le rughe

Si intravedono piccole finestre che nascondono volti

Filamenti di lampadine accendono gli occhi

Su di una pezza di burro i resti di un bombardamento

Lamiere coloratissime volteggiano lentamente nel vuoto

Vortici d’aria cambiano la traiettoria a comete dalla scia di smalto

Queste lasciano cadere gocce su unghie spezzate

Mani si infiltrano nel terreno

Dita si ramificano

Alberi di carne crescono

Peli sui rami e teste di uomini come frutti

Pertiche di fibre sintetiche le percuotono fracassandole

Occhi rimbalzano sul pavimento come perle di una collana rotta

Velocità di una pendenza

Una rosa di pallini di una carica di fucile

Una nuca rasata con sopra disegnato un cerchio

Rosa, celeste, viola, i colori di una stanza vuota

Una luce bianca attraversa le pareti

I quadri appesi cadono

Tele che si sovrappongono

Forme e colori nuovi si creano

Anelli di un bracciale si sganciano

In stampi si fondono

Proiettili dorati di varia grandezza

Spari di una mitraglietta

Un bersaglio al neon

(1990)

 

Note sull’autore

libri/books
R. E. Howard, L’ultimo uomo bianco, Ed. Ar, Padova,1991;
R. Cerritelli – P. Ferrarsi, E i formichieri nel loro grosso se la pappano, Il Grappolo, Salerno, 1993;
M. Mandelli, Dalle vicende del gentiluomo senese, Il Grappolo, Salerno, 1994;
G. Rescigno – A Pannullo, I Sanseverino,  ed. Gutenberg, Lancusi, 1994;
G. Rescigno – A Pannullo, Salerno normanna, ed. Gutenberg, Lancusi, 1997
C. Rinaldi, Le formiche salvarono il mondo, Novares, Salerno, 1997;
G. Rescigno – A Pannullo, La disfida di Barletta, Dolgetta, Sarno, 1998;
G. Rescigno – A Pannullo, Napoli 1799, testamento d’eroi, ed. Gutenberg, Lancusi, 1999;
D. Dente – F. Manzione, Il Principato Citra nel 1799. Laveglia editore, Salerno 1999.
G. Rescigno – A Pannullo, L’Epopea dei napoleonidi Napoli 1806-1815 ,  ed. Gutenberg, Lancusi, 2001;
G. Rescigno – A Pannullo, Salerno 1943,operazione valanga ,  ed. Gutenberg, Lancusi, 2003;
G. Rescigno – A Pannullo, La Scuola Medica Salernitana ,  ed. Gutenberg, Lancusi, 2005;
G. Rescigno , Guida al castello di M.S.Severino ,  ed. Gutenberg, Lancusi, 2005;

riviste/magazine
Computer & internet,  rivista enciclopedica di informatica e telematica, Firenze;
Diesel ,  mensile fantasy e sf, Aosta;
Margini,  bollettino librario, Salerno;
Mica Male,  mensile di cultura e arte, Salerno;
Cronache,  quotidiano d’informazione, Salerno;
Idea Tatoo,  mensile di cultura, Ferrara;
Strane Storie,  fantasy&horror, Torino.
Ruoteclassiche,  automobilismo d’epoca ,ed. Domus, Milano.
Auto d’ Epoca,  automobilismo d’epoca, ed. Pegaso International, Treviso.
CG Gazette,  periodico mensile di visual computing, IHT gruppo editoriale, Milano.
3DBros,  periodico mensile di visual computing, Janotek srl, L’Aquila.
Autocollezioni Magazine,  periodico mensile automobilismo d’epoca, Rieti
Brutal Truth,  Liberto comics, Salerno;
Alan Bridge,  Napoli e Nuvole, Napoli;
Thrash,  Il Tornado, Napoli.

esposizioni/exposures
1990
EXOFFICINA, Mercato S. Severino (SA)
LIBRERIA AR, Salerno
1993
GALLERIA DEGLI ACHEI, Roseto Capo Spulico (CS)
1995
LUCCA ’95, Lucca
VILLA CALVANESE, Lanzara (SA)
1996
CHIESA S. GIACOMO, Cava de’ Tirreni (SA)
1997
ASS. TEATRIO, Venazia
MOSTRA DEL LIBRO PER L’INFANZIA, Bologna
1998
NAPOLI COMICON, Napoli
1999
SPEAKERS’ CORNER, Pontecagnano Faioano (SA)
2000
SALONE DEL LIBRO, Torino
TORINO COMICS, Torino
COMPLESSO S. SOFIA, Salerno
2004
SALA BARNA, Barcellona
FIERA, Francoforte
E.U.A, Miami
2005
TEMPIO DI POMONA, Salerno
COMPLESSO S. MARIA AL RIFUGIO, Cava de’ Tirreni (SA)
HYPERGALLERY, Milano.
ZEN -TUTTODIGITALE, Salerno
2006
Magmart I_CASORIA CONTEMPORARY ART MUSEUM, Casoria (NA)
ARCO, Madrid
2007
Shooting Me All Night Long_GALLERIA CHANGING ROLE, Napoli
FIERA, Bologna
cARToons in contemporary art, Napoli
Body_CASORIA CONTEMPORARY ART MUSEUM, Casoria (NA)
2008
FIERA, Bologna
2010
Lumen_COMPLESSO S. SOFIA, Salerno
FIERA, Roma

Sito: http://www.antoniopannullo.it

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