Carlo Iacomucci, Cavaliere dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”

Carlo Iacomucci

 

 

A cura della Dott.ssa Maria Luigia Cerolini

Cavaliere dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”; l’alta onorificenza è stata conferita all’ artista marchigiano Carlo Iacomucci con una solenne e significativa cerimonia presso la Prefettura di Macerata, alla presenza delle maggiori autorità il 19 maggio 2011.

Il prestigioso riconoscimento, il più alto degli Ordini della Repubblica, che premia benemerenze acquisite verso la nazione nel campo della letteratura, delle arti, dell’economia e altro ancora, è stato conferito all’incisore e pittore maceratese, che vive e lavora a Macerata dal 1985, con Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 27 dicembre scorso.

Nell’iter per il riconoscimento sono stati coinvolti il Ministero della Pubblica Istruzione, ufficio onorificenze e la direzione generale dell’ufficio scolastico regionale per le Marche, impegnati nel considerare e valutare l’opera di professore dell’insegnamento di Discipline Pittoriche ed Educazione Visiva e un nutrito curriculum artistico come pittore e in particolar modo come incisore. L’acquaforte e la punta secca sono state infatti per Iacomucci, inserito nel novero degli incisori italiani,  una passione costante e mai interrotta, pur nella molteplicità delle tecniche sperimentate e praticate.

Un orizzonte il suo che dal nucleo di formazione e origine urbinate sempre visitato e ripreso nel suo spaziare, ha toccato temi ed esperienze nazionali ed internazionali, europee ed extraeuropee, Londra, Parigi, Portogallo, Argentina, Canada dove ha tenuto la personale “Le Carte dell’Arte – The Papers of Art” a cura di George Raso e Pacific Valeriote, Gallery Giorgio’s – Guelph Ontario.

In occasione della nona edizione della rassegna di grafica “Omaggio a Luigi Bartolini” riceve dal Comune di Cupramontana (AN), il riconoscimento come “incisore marchigiano distintosi per particolari qualità” e una sua mostra personale di incisioni viene allestita per l’occasione al Palazzo Leoni, a cura di Armando Ginesi, con testo critico di Floriano De Santi.

Per i suoi ex libris viene segnalato tra i venti artisti internazionali dallo storico degli ex libris Giancarlo Torre e alcune sue opere sono inserite nel libro d’arte “Contemporary International Ex – Libris Artists” in Portogallo.

Sedici sue opere originali illustrano il libro “Dialogo” Sulle orme di Li Madou, impreziosito dalla prefazione di Carlo Di Ciccio e dello storico dell’arte Stefano Papetti, in omaggio al IV centenario della morte di Padre Matteo Ricci. Ancora le sue illustrazioni originali di vedute di Macerata del 1500 sono inserite nel testo “Matteo Ricci” Europa am Hofe der Ming ed esposte per una mostra, al Museum Fur Ostasiatische Kunst Staatliche di Berlino.

Tre progetti lo impegnano attualmente: l’ideazione della bandiera italiana per il 150° destinata a una mostra a cura del Cras Quadreria Museo Civico di Spilimbergo, l’esecuzione di un Ex Libris in onore di Carlo Bo per il centenario della nascita, la partecipazione su invito, alla Biennale Nazionale d’Incisione organizzata dal Comune di Cavaion Veronese (VR) , è stato invitato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia-Padiglione Italia Marche per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi, Orto dell’Abbondanza Urbino.

 

Note sull’autore

Carlo Iacomucci  è nato a Urbino (PU) nel 1949. Vive e opera a Macerata-Italia.  Con  serietà e costanza ha potuto  per gradi e per avvio naturale, avvicinarsi alla grande tradizione della scuola urbinate, che porta avanti da quasi 40 anni.  Il suo segno è gestuale, dinamico e fluttua tra l’immagine narrante e l’immagine significante. Nella sua città natale riceve la prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte meglio conosciuto come Scuola del Libro. Negli anni 1969 e 70 vive a Roma dove frequenta stamperie d’arte, studi e ambienti artistici della capitale e da qui, senza alcun dubbio, è scaturita la passione per le tre tecniche dell’incisione artistica, in particolar modo per la Calcografia.  Si iscrive quindi al Corso Internazionale della Tecnica dell’Incisione Calcografica tenuto a Urbino; i consigli del prof. Walter Piacesi, che lo ha seguito durante il corso, sono stati preziosi e proficui. La necessità di approfondire lo stimola a frequentare, poi, la sezione di pittura dell’Accademia di Belle Arti ad Urbino sotto la guida del prof. Concetto Pozzati.    Interrompe la frequenza dopo due anni perché è chiamato ad insegnare Anatomia Disegnata all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 1974 al 1985 opera a Varese dove insegna Figura Disegnata presso il locale Liceo Artistico Statale. Fa parte dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese e scambia utili esperienze con altri artisti che gli permettono di approfondire il suo impegno artistico. Partecipa a numerose mostre ottenendo riconoscimenti che lo spingono ad intensificare la sua ricerca sia nel campo pittorico che in quello dell’incisione. Tra  gli anni ottanta ed i primi del duemila, per brevi periodi, si sposta all’estero e realizza dei disegni a china e acquerelli a Parigi, Praga e “in particolar modo a Londra” dove  rimane affascinato dal quartiere “Portobello Road-Notting Hill” per i colori caldi e diversi delle case, dei suoi negozi e mercatini caratteristici.

Durante il suo soggiorno a Varese affronta per la prima volta la tecnica dell’affresco; su invito del Comitato Opere Artistiche Murali, realizza un’opera in cui rappresenta le quattro stagioni a Runo di Demenza, un piccolo paese che poggia su un’altura da cui domina il Lago Maggiore.

Il legame mai spezzato con la terra d’origine lo spinge a rientrare nelle Marche e dal 1985 al 2008 viene nominato titolare della cattedra di Discipline Pittoriche (Disegno dal Vero ed Educazione Visiva) presso l’Istituto Statale d’Arte di Macerata.   A Macerata lavora sempre più alacremente riscuotendo successi e riconoscimenti; viene invitato a partecipare a diverse collettive e a mostre personali quale quella di Treia (MC), nella Chiesa di S. Filippo, presentata dal prof. Valerio Volpini. Nel 1993 riceve a Terni il Premio Internazionale S. Valentino d’Oro per la sezione delle Arti Visive come “Messaggio d’Amore”.  Sempre in questo anno viene inserito nel repertorio degli incisori italiani censiti sul territorio nazionale a cura del Centro Culturale del Comune di Bagnacavallo (RA).  Nel 1995 alcune sue incisioni entrano a far parte della prestigiosa Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” del Castello Sforzesco di Milano.  Dopo tanti anni di intenso lavoro sull’incisione riceve l’invito a partecipare alla 14^ edizione “Premio Internazionale Biella per l’Incisione” una manifestazione tra le più incisive e significative nel campo delle tecniche incisorie. Alla fine del ventesimo secolo, in virtù della sua origine  urbinate, collabora con entusiasmo alla nascita della Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione “Il Pellicano” di Trasanni di Urbino. In seguito pubblica un libro d’arte a tiratura limitata sulle sue incisioni realizzate dal 1971 al 2000 dal titolo: “Un nuovo e sempre antico “Paesaggio dell’anima” a cura di Floriano De Santi, con testi antologici di Vittorio Sgarbi e Pietro Zampetti, edito dalla Fondazione “Il Pellicano Edizioni” Trasanni di Urbino.    Nel frattempo organizza mostre personali e partecipa a diverse collettive all’estero;  per esempio, nel 2003 la personale “Le Carte dell’Arte-The Papers of Art” a cura di George Raso e Pacific Valeriote, Gallery Giorgio’s – Guelph Ontario Canada.

Inoltre, in occasione della nona edizione della rassegna di grafica “Omaggio a Luigi Bartolini”, riceve dal Comune di Cupramontana (AN), il riconoscimento come “Incisore marchigiano distintosi per particolari qualità”;  per l’occasione viene allestita una mostra personale di incisioni presso il Palazzo Leoni, a cura di Armando Ginesi e con un testo critico di Floriano De Santi.

Si avvicina intanto alla “Mailart” grazie alla quale ha la possibilità di avere contatti dialoganti e spontanei con altre realtà, di confrontarsi con l’arte, le culture di tanti artisti italiani e stranieri.

Su invito dell’Associazione Culturale La Fenice  per il Premio Senigallia di Poesia “Spiaggia di Velluto 2006 ” realizza una edizione d’arte a tiratura limitata contenente un’acquaforte originale dal titolo  “La scena ideale” con il testo critico del poeta Francesco Scarabicchi; per l’occasione riceve dall’Amministrazione Comunale la medaglia d’oro come autore dell’edizione d’arte che accompagna le cento copie in edizione speciale del volume “Ethanol” vincitore della 26^ edizione.

Nei diversi anni della sua attività artistica, Iacomucci ha sempre nutrito un vivo interesse per gli ex-libris, pertanto viene segnalato tra 20 artisti internazionali dallo storico degli ex-libris Giancarlo Torre e alcune sue opere sono state inserite nel libro d’arte “Contemporary International Ex-Libris Artists” in Portogallo.   Nel 2009 il Comune di Macerata-Assessorato alle Attività Culturali, gli organizza una mostra personale  “Il ricordo nel segno” presso la Galleria Antichi Forni che ha per tema  “L’albero della vita” comprendente 60 disegni eseguiti a pennachina nell’arco di cinque anni. La presentazione è stata curata dal critico  Lucio Del Gobbo.  E’ presente nel Centro di Documentazione dell’Illustrazione Contemporanea del Comune di Bronzolo (BZ).   L’illustrazione di testi poetici e letterari è stata un’altra sua attenta ricerca, un costante interesse coltivato fin da quando frequentava la Scuola del Libro, perciò non ci si deve meravigliare se l’artista ha illustrato diversi testi lirici: per esempio “Dialogo” Sulle orme di Li Madou, del poeta Gian Mario Maulo, che contiene 16 opere originali e impreziosito dalla prefazione di Carlo Di Cicco e dallo storico dell’arte  Stefano Papetti in omaggio al IV centenario della morte di Padre Matteo Ricci.   Sempre in attinenza alla figura  carismatica di Matteo Ricci realizza anche delle illustrazioni originali di vedute di Macerata del 1500 che sono state inserite nel testo:  “Matteo Ricci” Europa am Hofe der Ming ed esposte presso il Museum Fur Ostasiatische Kunst Staatliche di Berlino. In ultimo nel 2010 ha partecipato alla mostra “InOpera”, allestita presso il Palazzo Buonaccorsi, sempre in occasione dei festeggiamenti di P. Matteo Ricci. Attualmente è impegnato nella realizzazione di tre progetti: l’ideazione della bandiera italiana per il 150° per una mostra a cura del Cras Quadreria Museo Civico di Spilimbergo, l’esecuzione di un Ex Libris in onore di Carlo Bo per il centenario della nascita, e la partecipazione per invito alla  Biennale Nazionale d’Incisione  organizzata dal Comune di Cavaion Veronese (VR).
Invitato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia-Padiglione Italia Marche per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi, Orto dell’Abbondanza Urbino.

mail: carloiacomucci@libero.it
sito: http://www.carloiacomucci.it

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