Rodin. Le origini del genio


Masha Sirago

 

 

Con centoventi opere – 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti – la mostra Rodin. Le origini del genio (1864‐1884) ricostruisce per la prima volta la produzione artistica dagli anni della formazione fino al grandioso progetto della Porta dell’Inferno, attraverso alcuni dei suoi maggiori capolavori, come il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre. La mostra presenta 28 gessi, ossia le forme originali da cui si è realizzata la fusione: un prestito di entità e qualità eccezionali, mai concesso fino ad ora, tanto per la fragilità quanto per l’importanza che tali opere – tra cui il Giovanni Battista e il Pensatore – rivestono nell’allestimento del Museo parigino. Per la prima volta in Italia sono esposti i 19 dipinti di piccolo formato, per lo più vedute della foresta di Soignes (Belgio), e alcuni lavori accademici e copie dei grandi maestri del passato, conservati negli archivi del Musée Rodin.

Ecco “l’Uomo dal naso rotto”, nella versione originale in marmo del 1864, rifiutata al Salon di Parigi, di cui viene presentata anche una versione in bronzo del 1874. Il famosissimo “Pensatore” è l’opera che divenne simbolo stesso di Rodin, posto sulla sua tomba a Meudon. E’ presente nell’esposizione a Legnano nelle due versioni, quella nel formato originale per la Porta dell’Inferno e il suo ingrandimento. E quindi l’Ugolino, L’uomo che cade, Eterna primavera, Il Bacio, La Donna accovacciata, Fugit Amor, L’Adolescente disperato, Le tre ombre e le due sculture Eva e Adamo.

Si possono notare motivi floreali sulle sculture di donna realizzate dall’artista. I busti maschili, rigidi nella postura, ma sempre con un misterioso sguardo assorto nella contemplazione della vita del quotidiano, riecheggiano dell’ovvia l’ispirazione michelangiolesca. Rodin esprime la sua ammirazione per i grandi artisti del Rinascimento, Donatello, Tiziano, ma anche Rubens in quasi tutte le sue opere. Proprio per approfondire la sua conoscenza dell’opera del Maestro Michelangelo, Rodin compì nel 1875 un viaggio in Italia.

Colpisce lo sguardo della scultura “Ragazza con bambino”, gesso del 1875, la mano destra della ragazza che stringe il piccolo, sembra ricordare la stessa presa affettiva e protettiva della Madonna dei Pellegrini di Caravaggio nella Chiesa di S.Agostino a Roma. Rodin amava lavorare con modelli e modelle, lasciati  girare nudi nel suo atelier, cercando di cogliere fotograficamente, con il pensiero, la posa che più lo colpiva, e che poi sarebbe diventata la forma sulla quale avrebbe lavorato.

Il classico e tormentato rapporto artista‐musa ispiratrice, con Rodin e Camille Claudel va ancora più al di là. Non è solo sensualità e erotismo trasfigurato nelle sculture quali “Il Bacio” e “Eterna Primavera”, ma soprattutto dedizione totale alla vita dell’arte. Mentre Rodin diventa famoso e ricco grazie al mestiere di  scultore, e non solo in Francia, e ha vita sociale e mondana è intensissima, per Camille Claudel la vita d’artista è stata difficilissima, una delle prime femministe in senso assoluto, alla ricerca dell’indipendenza dalla famiglia d’origine (a 17anni decise di diventare scultrice) e  indipendenza anche affettiva nonché professionale dal suo Maestro Rodin, il quale la riconobbe come musa ispiratrice per il suo lavoro e compagna nella vita e nell’arte, ma forse non così importante come “altra metà” (nonostante abbia realizzato le sculture Adamo ed Eva) da riconoscerla nella vita terrena. All’oggi, lui parrebbe un semplice borghese, piccolo nella vita ma grande nella scultura.

Camille Claudel riesce a delineare una sua cifra stilistica che lo stesso Rodin ammira. Riceve committenze statali e viene anche nominata membro della Società nazionale di Belle Arti che però non sono mai sufficienti a vivere indipendente economicamente, parallelamente alla sua definita dignità d’artista e di donna. Sfida l’opinione pubblica del tempo con la sua libertà. La grandezza di Camille Claudel è stata riconosciuta post-mortem, dopo aver trascorso trent’anni di vita in manicomio, abbandonata da tutti, nonostante lei scrivesse lettere ai familiari e esprimesse il suo bisogno di aiuto, mai compreso. Forse come Alda Merini, la poetessa.

Spiamo in una lettera di Rodin alla sua amata del 1887: “Perché non mi hai aspettato nell’atelier, dove sei andata? A quale dolore ero predestinato. Camille, mia bene amata nonostante tutto, nonostante la follia che sento venire e che sarà la tua opera, se tutto questo continua. Perché non mi credi? Io abbandono il mio atelier, la mia scultura. Se potessi andare ovunque, in un paese in cui potessi dimenticare! Ma non esiste. Ci sono dei momenti in cui onestamente io credo che ti dimenticherò. Ma in un altro sono istante, io sento la tua terribile potenza. Abbi pietà, terribile. Non ne posso più, io non riesco a non passare un giorno senza vederti. Se no l’atroce follia”.

Sullo sfondo di questa grande storia d’amore e di passione, unita nella scultura, vi è la fedele e borghese Rose Beuret, la donna che seppe rimanere a attendere l’indifferente grande scultore. Ebbe da lei un figlio, che morì tragicamente in un incidente, e al quale lui non diede nemmeno il suo cognome illustre. Come non riconoscere che la vita interiore e le esperienze personali, le ambizioni e i rapporti umani non siano determinanti per il corso e lo sviluppo dell’arte, e quindi della società e politica?

 

 

Note sulla mostra: RODIN – Le origini del genio.

Alla conferenza stampa presieduta dal sindaco Lorenzo Vitali: “questa mostra è una tappa fondamentale della crescita culturale non soltanto cittadina, ma dell’intero territorio (…). La mostra è frutto di una partnership tra la Città di Legnano e il Musée Rodin di Parigi; sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, l’iniziativa si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del patronato e del contributo di Regione Lombardia, del patrocinio e del contributo della Provincia di Milano, dei patrocini dell’Ambasciata di Francia in Italia, del Centre culturel français de Milan, della Fondazione Ticino Olona, della Chambre Française de Commerce et l’industrie en Italie, dell’Unione Confcommercio Milano Monza e Brianca, dell’Associazione Territoriale di Legnano e della Camera di commercio di Milano e del supporto di Civita per l’organizzazione e la promozione.

Catalogo: Umberto Allemandi & C. a cura di Flavio Arensi e Aline Magnien e con testi di Catherine Lampert, Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.

Nel Salone delle mostre della Banca di Legnano viene presentata la mostra fotografica Camille Claudel e Auguste Rodin, 40 scatti in bianco e nero di Bruno Cattani.

Rodin. Le origini del genio (1864‐1884) Legnano, Palazzo Leone da Perego (via Gilardelli, 10) 20 novembre 2010 ‐20 marzo 2011.
Informazioni: www.mostrarodin.it 02.4335.3522; servizi@civita.it Orari: da martedì a domenica h 9.30 – 19.00. Lunedì chiuso.

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